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Sesto, intervista a Caponi: “Le mie dimissioni contro la logica della propaganda”

Sesto, intervista a Caponi: “Le mie dimissioni contro la logica della propaganda”
aprile 30
06:35 2018

SESTO SAN GIOVANNI – Gianpaolo Caponi è stato il vero protagonista delle ultime elezioni comunali a Sesto San Giovanni. Con le liste civiche che lo hanno sostenuto, lo scorso mese di giugno ha portato a casa un risultato storico che ha poi messo a disposizione di un progetto politico condiviso con il centro-destra sestese del sindaco Roberto Di Stefano. Qualcosa però si è rotto e dopo mesi di incomprensioni e di dissidi politici, che si sono consumati nei corridoi e nelle stanze del Municipio sestese, qualche giorno fa Caponi è venuto allo scoperto dimettendosi in aperta contestazione con l’operato del sindaco. In questa intervista Caponi spiega i motivi che lo hanno condotto a lasciare, l’amarezza per i militanti che lo hanno lasciato preferendo altre strade vicine a quella del sindaco, e il futuro del suo movimento.

Quali sono davvero i motivi che l’hanno spinta a dimettersi?

La consapevolezza di non poter più incidere nelle scelte del sindaco che stavano andando nella direzione di dividere la città su molte questioni. Lui doveva farsi carico della sintesi che negli accordi dell’apparentamento politico vedeva i nostri valori avere pari dignità, e forza elettorale, invece ha fatto prevalere in questi mesi la logica della carica, dell’uomo solo al comando, e della propaganda elettorale a tutti i costi. 

Cosa dice al sindaco che l’accusa di personalismi e di aver poco coraggio?

Che non lascio offuscare la mia ragione dalle altrui opinioni. Il coraggio è quello di portare avanti i nostri valori, il mandato elettorale che i cittadini ci hanno dato. Le battutine per prendersi qualche like su Facebook le lascio a lui. Il sindaco si concentri a governare questa città, ha tutti i numeri in consiglio comunale per farlo, senza accampare scuse ogni giorno su questo o quel problema.

Sono trascorsi solo 8 mesi dal suo insediamento come vicesindaco ed ha già dichiarato chiusa la sua esperienza. Non le sembra sia stato troppo poco?

Chiusa la mia esperienza con quella carica, rimango in campo politicamente. Sesto Nel Cuore ha i suoi consiglieri comunali in maggioranza e in sede di consiglio comunale faremo valere le nostre ragioni che poi son quelle dei cittadini che votando ci hanno dato quel mandato. E’ stata una bellissima esperienza con tante soddisfazioni, il piano strade tra poco verrà attuato, ho fortemente voluto il piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, che è una grande questione di civiltà e va a favore delle persone con disabilità, ma anche e sopratutto anziani. Il salvapedoni e tanti altri progetti messi in cantiere che vedranno luce nel prossimo futuro grazie al lavoro fatto in questi mesi dagli uffici. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i funzionari e i dipendenti comunali, per la grande disponibilità e professionalità.

L’accusano di aver tradito il mandato degli elettori al cambiamento. Lei cosa risponde?

Su quel mandato non c’era scritto “fatti andar bene tutto”, c ‘era scritto cambiamo questa città mantenendo fermi i valori in cui crediamo. Io e la realtà politica che rappresento non ci sdraiamo a favore di nessuno, non barattiamo i valori per ruoli. C’è un programma condiviso su cui andare avanti a lavorare e che sosterremo con forza, poi su tutte le altre questioni valuteremo di volta in volta quale sarà la migliore soluzione per la città. Voteremo di conseguenza.

Una buona parte dei consiglieri comunali che erano stati eletti con lei hanno preso le distanze già prima e si sono allontanati dal movimento civico. Cosa ne pensa?

C’è chi ha scelto di spostarsi in un altra realtà, nonostante fosse stato eletto con il lavoro dei candidati e militanti che mi hanno sostenuto alle elezioni. Questi hanno preso le distanze non solo da me, ma anche dalla natura civica del nostro progetto, cercando di ancorarsi fortemente al sindaco tramite un agibilità politica che probabilmente gli è arrivata da referenti nazionali di qualche partito. Han fatto una scelta, non mi è piaciuta, la stigmatizzo e non l’ho condivisa per nulla. Gli elettori giudicheranno il loro agire se mai si ripresenteranno alle elezioni.

C’è anche un assessore che è stato indicato da voi e che sembra non volersi assumere la responsabilità di questo. Cosa pensa Sesto nel Cuore?

Sesto Nel Cuore si è espressa con il suo organo direttivo con parole chiare: nessuno nel presente e nel futuro potrà arrogarsi il diritto e l’onore di rappresentarla in giunta. Poi ognuno farà come ritiene facendo i conti con la propria coscienza e le ragioni che pensa di avere.

Impegno civico e politica dei partiti. I sestesi non capiscono la diversità di pensiero e di azione. Lei come la interpreta?

Impegno civico è mettersi al servizio della città, senza badare a cariche, onori, e glorie personali. A volte queste rappresentano un opportunità per far ancor meglio quel servizio, altre volte un lacciuolo che impedisce di muoversi liberamente. Civismo è trovare le migliori soluzioni senza approcci ideologici. Far parte di un partito nazionale invece significa pensare anche a cariche future, a far prevalere posizioni ideologiche, significa mettere davanti talvolta le proprie ambizioni personali, significa farti dire tal volta cosa fare da Roma o da Milano, da persone che non sanno cosa sia Sesto San Giovanni, e sopratutto cosa significa essere sestesi.

Dunque l’esperienza civica di Sesto nel Cuore non è morta?

Assolutamente no. E’ più viva che mai!  Me ne rendo conto ogni giorno, dai tanti attestati di stima e incoraggiamento a proseguire che ho. Dai tanti militanti di Sesto nel Cuore che vogliono tornare nelle piazze in ascolto ai cittadini per cercare delle soluzioni. Esistono anche altre realtà storiche oltre la nostra in città, e nuove immagino ne nasceranno, ma più persone si occuperanno della città e migliore sarà il futuro della stessa. Quindi lunga vita all’impegno civico. Noi ci siamo e ci saremo in futuro.

Dal suo punto di vista di cosa ha bisogno Sesto San Giovanni ora?

Ha necessità di condividere le decisioni che andranno prese in futuro con i suoi cittadini e le rappresentanze. Soprattutto necessita di una visione progettuale futura che vada oltre alle manutenzioni ordinarie e i progetti già in campo, che seppur importanti, non faranno da sole svoltare la città dandogli un roseo e sereno futuro.  Amo Sesto, l’unica mia ambizione è vederla rinascere. 

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Redazione

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