Lun. 05 Dic. 2022
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Medici di famiglia, suona l’allarme. Il Nordmilano è già sguarnito

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – L’Italia invecchia, lo dice anche l’ultimo rapporto Istat. E quindi anche i medici di base invecchiano. Peccato che non ci sia un vero ricambio generazionale. A lanciare l’allarme nei giorni scorsi è stata la Federazione medici di medicina generale (Fimmg): “Nei prossimi 5 anni andranno in pensione 45mila medici tra quelli di famiglia e del Servizio sanitario nazionale. Ciò determinerà in quasi tutte le città dei vuoti nell’assistenza di base, con la mancanza di medici soprattutto nei quartieri di periferia e nei paesi più piccoli”, dicono dalla federazione.

Un problema che per certi versi il Nordmilano sta vivendo sulla sua pelle. Soprattutto Sesto San Giovanni è alle prese con la mancanza di studi di famiglia nei rioni periferici: dopo il caso della Pelucca è scoppiato più recentemente quello di Cascina Gatti. “Attualmente a Sesto sono almeno 3 i posti vacanti, in cui il servizio è garantito in maniera provvisoria. Lo stesso accade a Cinisello dove i quartieri più periferici sono costantemente a rischio di rimanere sguarniti”, si legge sull’ultimo numero de Il Gazzettino Metropolitano.

Una situazione destinata, sempre secondo le stime dei sindacati e delle associazioni, a peggiorare. Al 2028, infatti, saranno andati in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676 addetti alla sanità. “I pensionamenti dei medici di famiglia nei prossimi cinque o otto anni priveranno 14 milioni di cittadini di questa figura professionale. Per poter continuare a garantire ai cittadini italiani il diritto di essere curati tutti nello stesso modo devono essere garantiti investimenti economici sul numero e sulla qualità della formazione dei medici di medicina generale, sul personale sanitario e amministrativo nei nostri studi, sulle tecnologie”, le dichiarazioni che ha rilasciato all’Ansa il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale, Silvestro Scotti.

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