Lun. 29 Nov. 2021
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Incendio nel Nordmilano. M5S: “Vigilare sui rischi ambientali”

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – I vigili del fuoco hanno lavorato fino a ora di pranzo per spegnere del tutto l’incendio scoppiato ieri in un capannone di stoccaggio rifiuti a Milano, al confine con Cormano. Il fumo ha causato non pochi problemi ai cittadini residenti nelle zone limitrofe all’impianto.

Ora i grillini lanciano un doppio allarme: “Ci sono già stati episodi simili. Bisogna capire chi c’è dietro a questi roghi e salvaguardare l’ambiente”, dicono dal Movimento 5 Stelle. Silvana Carcano, parlamentare del M5S di Paderno Dugnano e Commissario Antimafia, ha detto: “Devo ricordare che il settore della gestione dei rifiuti è controllato dalle mafie. E’ scritto ancora una volta anche nell’ultimo Rapporto della Dna. Quindi ancora una volta la vera battaglia, la principale, è quella contro le mafie. La vera forza delle mafie sta fuori dalle mafie, sta anche nei silenzi o negli errori di chi dice che sono solo incidenti. Regione Lombardia ha autorizzato questo impianto e deve ora capire chi c’è dietro, ma, con amarezza, vedrete che nessun politico al governo toccherà il vero punto della questione, cioè, il comprendere i segnali mafiosi”.

“Spente le fiamme, occorre lavorare su tre direttrici”, ha aggiunto Massimo De Rosa, deputato cormanese del Movimento Cinque Stelle e membro della commissione Ambiente: “Gli effetti di una presenza mafiosa diffusa sui nostri territori ha conseguenze tangibili, ora nell’immediato bisogna tutelare la popolazione, attraverso controlli veloci e un immediato monitoraggio degli agenti inquinanti, come le diossine, liberatesi nell’aria. In secondo luogo occorre indagare sulle cause dell’incendio. Negli ultimi mesi in Italia c’è stata una vera e propria escalation di episodi di questo tipo. Diversi centri rifiuti sono già andati a fuoco, ora dobbiamo capire il perché ed eventualmente gli interessi che ci sono dietro. Infine occorre una riflessione sull’opportunità, dal punto di vista strategico, di posizionare questo tipo di impianti all’interno di zone abitate”. Prosegue De Rosa: “I cittadini avevano denunciato i rischi dovuti alla presenza dell’impianto, già dal 2013. Quando un analogo incendio aveva messo a repentaglio la salute degli abitanti della zona. Eppure, come sempre, l’amministrazione non ha ascoltato chi vive il territorio, con risultati oggi sotto gli occhi di tutti”.

I campionamenti da parte di Arpa, sono già cominciati. I dati non sono ancora disponibili ma, in base alle esperienze pregresse, dovrebbero essere rilevate, fra i vari agenti inquinanti, diossine, dovute alla presenza della plastica e delle componenti al cloro. Nel frattempo una palazzina adiacente all’impianto è stata sgomberata, mentre il centro estivo dell’Asilo nido di via Senigallia ha comunicato che i bambini e le educatrici saranno ospitate all’interno del nido Merloni di via Merloni, 2. In quanto la struttura di via Senigallia è invasa da odori e non idonea ad ospitare le attività del centro.

“Bisognerà  poi concentrarsi sul post-incidente. I residui infatti dovranno essere allontanati al più presto, ma l’attesa dell’esito delle analisi e il fatto che col tempo il materiale bruciato potrebbe tramutarsi in rifiuto pericoloso, potrebbero dilatare i tempi di bonifica. Se il materiale resta là troppo a lungo, bisogna pensare di coprirlo al fine per ridurne le esalazioni e soprattutto evitare che il dilavamento, tramite piogge e temporali, porti gli inquinanti a filtrare all’interno dei fanghi prima, della fogna poi e infine all’interno del depuratore, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare”, ha chiuso De Rosa.

 

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