Ven. 03 Dic. 2021
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Cologno approva il bilancio, aumenta la pressione fiscale

[textmarker color=”E63631″]COLOGNO MONZESE[/textmarker] – Semaforo verde per il Bilancio di Previsione 2014 anche a Cologno Monzese. Come negli altri comuni del Nordmilano, il dato principale che si evince è l’aumento della pressione fiscale verso la cittadinanza, come ammette lo stesso assessore al bilancio Simone Piazza. “La novità più rilevante è di carattere tributario: l’introduzione della Iuc con Tasi, Tari e Imu ha purtroppo comportato un aumento della pressione fiscale ma ciò non ha comunque impedito che la riduzione dei trasferimenti dallo Stato comportasse minori entrate per un importo di 1,8 milioni di euro nel 2014. Nonostante questo handicap, il bilancio garantisce l’erogazione dei servizi previsti”.

Entrando nel dettaglio dei tributi, la tassa sui rifiuti, ovvero la Tari, pare essere il colpo più duro per i colognesi. Le categorie delle attività produttive sono passate da 9 a 30 rispetto alla vecchia Tares, con aumenti a tre cifre per gli ambulanti e a doppia cifra per le attività produttive e commerciali che però possono ottenere sconti anche del 40% nel caso di smaltimento autonomo dei rifiuti.

Per quanto riguarda la Tasi invece, l’aliquota si conferma bassa rispetto agli altri comuni del territorio, fissata allo 0,33% con esenzioni e detrazioni in base alle categorie catastali. I servizi indivisibili, da coprire grazie alle entrate della Tasi, previsti dal comune per il 2014 sono superiori ai 4 milioni di euro, con il grosso di questi rappresentati dall’illuminazione pubblica, per 787mila euro, dai servizi di viabilità e circolazione stradale, per 480mila euro e dal servizio di Polizia Locale, per oltre 1,5 milioni di euro.

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Ma il peggio sembra ancora venire. “Ci preoccupano molto i tagli già stabiliti dalla normativa per i prossimi anni – sottolinea l’assessore al bilancio -, nel bilancio triennale sono state conteggiate riduzioni di circa 2 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2015 e 2016 che renderanno inevitabile il taglio delle spese correnti”. Considerato anche il doveroso rispetto del Patto di Stabilità al comune non resterà che mettere mano al proprio patrimonio, con “l’alienazione di beni immobili comunali per un valore di circa 2 milioni di euro”, conclude Piazza.

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