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Sesto, finita la luna di miele tra sindaco e cittadini. La politica che fa?

Sesto, finita la luna di miele tra sindaco e cittadini. La politica che fa?
giugno 18
07:17 2018

SESTO SAN GIOVANNI – Un anno fa Sesto San Giovanni ha vissuto uno dei momenti più importanti della sua storia politica: dopo oltre 70 anni di amministrazione di Sinistra, la città è stata “vinta”, tra l’entusiasmo generale dei cittadini, da una coalizione di centrodestra che si è presentata ai cittadini proponendo un programma ambizioso che prometteva di cambiare in meglio la Sesto di domani.

Ad un anno di distanza da quella vittoria, l’entusiasmo sembra essersi già affievolito e la luna di miele tra il sindaco Roberto Di Stefano e i cittadini di Sesto San Giovanni si è di fatto chiusa.

I segni del cedimento sono molteplici, ma i più significativi sono quelli che vengono dagli stessi social network che il sindaco aveva usato abilmente per imporre la sua candidatura come una scelta di innovazione. Proprio domenica mattina il sindaco ha pubblicato il suo ennesimo selfie stringendo tra le mani la prima pagina del quotidiano “Libero”, il giornale di destra che per l’ennesima volta lodava l’operato dell’amministrazione comunale di Sesto. Un anno fa ogni suo selfie era seguito da uno stuolo di commenti (a volte da profili improbabili e non sestesi) decisamente positivi ed entusiasmanti, ultimamente viene sempre coperto di critiche. E il dissenso continua a crescere, non soltanto sui social, segno che i miracoli promessi non si sono avverati.

Siamo al punto più basso di una amministrazione comunale che in un anno è riuscita solamente a seminare tempesta, rompendo con gli alleati del Polo civico sulla base di una strategia “machiavellica”, tagliando i ponti con parte del mondo dell’associazionismo e del volontariato, chiudendo servizi utili e sbagliando clamorosamente la gestione dei centri estivi, dell’appalto rifiuti. Le poche cose buone portate avanti quasi si confondono in un panorama privo di strategie a lungo termine e di grandi progetti, quelli di cui avrebbe bisogno Sesto San Giovanni per voltare davvero pagina. Non è una nuova aiuola fiorita donata da uno sponsor momentaneo a cambiare le sorti della città. Mancano visioni. Manca un modello di città al quale aspirare e progetti dai nuovi servizi sui quali fondare lo sviluppo futuro.

Proprio domenica sera, su Rai 3, il sindaco di Milano Beppe Sala e la sua collega di Parigi affermavano all’unisono che il governo di una città si deve fondare su una grande capacità di ammodernamento e di innovazione su campi basilari quali l’urbanistica, la mobilità e l’ambiente.

A Sesto si è preferito occuparsi di sicurezza, perché è più facile farsi i selfie con i militari e con i vigili in azione contro gli abusivi. Ma al di là di qualche risultato momentaneo e limitato, degrado e criminalità, sono esattamente gli stessi di un anno fa. Lo sa bene anche il sindaco Roberto Di Stefano che su Facebook continua a scrivere, ma silenziosamente legge anche i tanti messaggi dei cittadini indignati.

Si sarebbe dovuto parlare di una nuova rete di trasporti e invece il sindaco si limita a parlare di biglietto unico, ben sapendo che si farà perché lo ha deciso Milano ben prima che lui venisse eletto, e non per le sue minacce. Dovrebbe parlare di ridurre l’inquinamento, ma al di là fantascientifiche barriere di ingresso in città, non è in grado di fronteggiare l’iniziativa di Milano che tra pochi mesi chiuderà i confini della città alle auto più inquinanti scaricandole a Sesto. Dovrebbe stimolare un piano per favorire la mobilità in bicicletta per andare al lavoro, ma la prima reazione che ha avuto la sua giunta dinanzi all’avanzata del bike sharing è stata quella di minacciare denunce contro l’invasione di biciclette.

Ma a fallire è l’intera politica sestese. La classe dirigente sembra essere scomparsa. A Destra come a Sinistra mancano le persone capaci di proporre un’idea di città moderna e più vivibile. E’ più facile parlare alla pancia dei cittadini indignati, piuttosto che coinvolgere le loro menti in progetti ambiziosi e positivi. E’ più facile gridare al lupo, che guardare al futuro con progetti concreti.

In questo il Pd non è da meno. Il partito figlio di quella classe politica che per decenni ha guidato Sesto, segnandone il suo declino attraverso anni di mediocre amministrazione, sembra non essere più in grado di dettare la linea. Di guardare al futuro. Nemmeno di copiare dal sindaco milanese Sala che pure è dalla loro parte.

Curiosamente, nel loro ultimo comunicato stampa, i vertici del Pd si sperticano per denunciare quanto pericolosa e incapace sia questa amministrazione comunale e per denunciare che potrebbero decadere se non approveranno una delibera economica rispettando i tempi previsti dalla legge. Se la giunta è così pericolosa non avrebbero dovuto fare di tutto per farla cadere? Invece affermano che vogliono salvarla per senso di responsabilità. Ma allora cosa c’è sotto?

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Redazione

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