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Cinisello a un mese dal voto alle prese con la maledizione della Legge di Murphy

Cinisello a un mese dal voto alle prese con la maledizione della Legge di Murphy
maggio 03
06:56 2018

CINISELLO BALSAMO – “Se qualcosa può andar male, andrà male”. Questo breve assunto è più noto ai burloni come la fatidica Legge di Murphy. Una maledizione, o peggio un maleficio. Puntuale, si sta abbattendo su Cinisello Balsamo dove, a 40 giorni dalle elezioni per il nuovo sindaco, la cronaca sta scatenando davvero di tutto. L’ultima in ordine di tempo è la scoperta di un presunto terrorista islamico che avrebbe vissuto per molti mesi a Cinisello, forse nel quartiere Crocetta e che, per fortuna, ora è stato espulso. Ma poche ore prima i cinisellesi avevano dovuto temere per il raid di violenza scatenato da due profughi nordafricani che nella tarda serata di qualche giorno fa si sono accaniti su un peruviano, di ritorno dal lavoro, e poi su un malato psichiatrico, ridotto in fin di vita per la rapina di un telefonino e di pochi euro.

Il peggio della cronaca nera si è abbattuto su Cinisello Balsamo in questi mesi con due omicidi avvenuti nel quartiere Crocetta dall’inizio dell’anno. Con ben 4 incidenti mortali avvenuti sulle nostre strade. E, chi più ne ha…

Naturalmente in questi casi, la prima vittima “mediatica” è il sindaco insieme alla sua amministrazione comunale, capro espiatorio anche per situazioni che non rientrano nella loro sfera di influenza. Cinisello non è una città che brilla in fatto di sicurezza, ma non è nemmeno un territorio in stato di emergenza. Le statistiche dicono che i crimini sono costantemente in calo negli ultimi anni (forse il 2018 farà accezione con gli omicidi). Ma in campagna elettorale ogni appiglio è buono per procurarsi un leggero vantaggio sull’avversario, e il tema della sicurezza la farà da padrone.

Noi siamo del parere che fatti come quelli accaduti non debbano gettare la croce sul sindaco e la sua giunta in modo aprioristico. Tuttavia, forse, il quartiere Crocetta paga molti anni di interesse parziale e una politica che non è stata in grado di guardare agli effetti a lungo termine dei fenomeni migratori.

Un monito anche per chi governerà nei prossimi 5 anni, perché i disagi non si vincono con il manganello o con i Daspo urbani, ma con una politica di integrazione, educazione civica e cultura che sia in grado di restituire cittadini migliori nel prossimo decennio e forse anche oltre.

All’amministrazione comunale va il demerito di non essere stata capace di comunicare al pubblico quanto di buono è stato fatto in questi anni e quanto si è progettato per il futuro, ma di aver subìto i fatti di cronaca, convinti che un selfie sul profilo Facebook del Comune bastasse per comunicare bene alla città.

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Redazione

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